Il recente viaggio d’istruzione organizzato dall’Università della Terza Età “Eurolevante”, che si è volto nei giorni 10 -12 aprile 2026 (Viaggio Culturale in Etruria: “Gli Etruschi vicini ma lontani” – Eurolevante) ha offerto ai partecipanti un’esperienza unica, capace di intrecciare due pilastri fondamentali della storia e dell’identità italiana: l’enigma della civiltà etrusca e la solida spiritualità del monachesimo benedettino. Un itinerario che ha attraversato i secoli, guidando i soci alla scoperta di luoghi dove il tempo sembra essersi fermato per narrare storie di vita, di fede e di rinascita.
L’Aldilà come Specchio della Vita: Cerveteri e Tarquinia
La prima tappa del nostro percorso si è concentrata sul “mondo dei morti” per penetrare i segreti della “vita dei vivi” degli Etruschi. Presso la Necropoli della Banditaccia a Cerveteri, sito riconosciuto dall’UNESCO, ci siamo mossi all’interno di una vera e propria “città” dotata di strade e piazze. Particolare ammirazione ha destato la Tomba dei Rilievi, dove l’architettura domestica è riprodotta con una fedeltà sorprendente: gli stucchi che raffigurano oggetti quotidiani, armi e animali ci hanno permesso di visualizzare l’ambiente familiare di oltre duemila anni fa.
A Tarquinia, nella Necropoli dei Monterozzi, lo stupore architettonico ha lasciato il posto all’emozione della pittura. I colori vivaci e il dinamismo delle scene di banchetti, giochi e riti ci hanno restituito l’immagine di una civiltà vitale, profondamente connessa alla natura e convinta che l’abitazione dell’aldilà rappresentasse la vera, eterna vita.
Montecassino: Faro di Cultura e Resilienza
Spostandoci verso il sud del Lazio, il gruppo ha raggiunto l’Abbazia di Montecassino, fondata da San Benedetto nel 529 d.C.. Questo luogo non è solo un centro spirituale, ma un simbolo universale di resilienza: distrutta per ben quattro volte nel corso dei secoli — l’ultima nel tragico bombardamento del 1944 — è stata ricostruita tenacemente “com’era e dov’era”.
Durante la visita, abbiamo percorso con deferenza i Chiostri e la Basilica, dove riposano le spoglie di San Benedetto e Santa Scolastica. Il Museo dell’Abbazia ci ha svelato l’immenso patrimonio dei monaci amanuensi, custodi della cultura occidentale attraverso manoscritti medievali e miniature di inestimabile valore.
Una Riflessione sulla Storia e la Pace
Il viaggio si è arricchito di un momento di profonda commozione presso il Cimitero Polacco, situato ai piedi dell’abbazia. Il ricordo del sacrificio dei soldati durante la Seconda Guerra Mondiale ha imposto a tutti noi una riflessione necessaria sul valore inestimabile della pace.
In conclusione, questa esperienza ha permesso ai soci della LUTE di osservare l’evoluzione del sacro: dal misticismo etrusco, dove ogni segno della natura era un messaggio divino, alla spiritualità laboriosa e organizzata del “Ora et Labora” benedettino. Un bagaglio di conoscenze e riflessioni che arricchisce profondamente il percorso culturale della nostra associazione.
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